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Giudizio Universale. Michelangelo e i segreti della Cappella Sistina

Un capolavoro della Storia dell’Arte e dell’umanità.

Da non perdere a Roma all’Auditorium della Conciliazione: le meraviglie della Cappella Sistina accompagnate da musiche coinvolgenti e sorprendenti effetti scenici.

Un viaggio nel tempo straordinario, dalla ricerca del marmo perfetto nelle cave di Carrara al macigno ritenuto impossibile da scolpire :il David.

E’ proprio dal rapporto con “il gigante “ che nasce la passione di Michelangelo  per la scultura.

Michelangelo, però, è sempre stato un artista completo, non è solo scultore ma anche poeta e pittore; per questo il papa Giulio II gli commissiona l’affresco della volta della Cappella Sistina. Fu un lavoro lungo e difficile, soprattutto agli inizi. Michelangelo non aveva mai provato fin ad allora la tecnica dell’affresco.  Ma da quel lavoro « matto e disperato » venne fuori una delle meraviglie della storia dell’arte.

L’intento di Giulio II era quella di far rivivere gli splendori dell’antica e,  a dover essere più luminoso di tutti era il suo nome stesso.
Tale  luminosità doveva essere tale da oscurare tutto quello che aveva fatto un altro Papa: quell’Alessandro VI, (un Borgia), che era stato Papa e grande rivale di Giulio II.

Che cosa raffigura la cappella Sistina?

In totale sono più di 300  le figure dipinte sul soffitto

I pannelli principali che si trovano al centro raffigurano scene del Libro della Genesi, della Creazione e della Caduta dell’uomo, subito dopo il diluvio di Noè e ai lati la raffigurazione dei profeti che annunciano la venuta del Messia.

Poi ci sono le lunette in cui sono raffigurati gli antenati di Gesù e le storie della tragedia del popolo ebraico. Sparsi qua e là ci sono figure più piccole: putti e nudi.. La volta della Cappella Sistina è lunga 40 metri e larga 13 metri ; questo vuol dire che  Michelangelo si ritrovò ad affrescare più di 5 mila metri quadrati.

Il famoso Giudizio Universale sulla parete dell’altare però, è stato dipinto da Michelangelo solo più tardi rispetto alla volta sotto l’incarico datogli da Papa Clemente VII nel 1533 .

Come è stata dipinta la Cappella Sistina?

Ci vollero più di quattro anni perché Michelangelo portasse a termine i lavori della Cappella Sistina: dal luglio 1508 a ottobre 1512.

Non avendo mai dipinto affreschi prima della Cappella Sistina, l’inizio dei lavori fu molto lento.

Il vero Michelangelo nel dipingere la Cappella Sistina non ne aveva bisogno, perché aveva ideato un sistema di ponteggio che gli facilitò il lavoro. In pratica il ponteggio imitava la curvatura della volta. E’ pur vero però che Michelangelo spesso doveva dipingere sopra la testa, piegandosi indietro. Una posizione senz’altro scomodo che gli provocò mal di schiena e di braccia. .

Michelangela inoltre aveva bisogno di molti assistenti, se non altro per mischiare le vernici e portarle su e giù dal ponteggio ma egli fu furbo nell’avvalersi del loro aiuto. Questi infatti, venivano assunti e licenziati in breve tempo . In maniera tale che nessuno di loro avrebbe mai potuto rivendicare il merito di aver messo mano ad alcuna parte del soffitto della Cappella Sistina.

Il Giudizio Universale infatti apre a un’esperienza estetica, emotiva e spirituale. Vieni a scoprire un capolavoro della Storia dell’Arte e dell’umanità e considera il 47 Boutique Hotel per il tuo soggiorno nella città Eterna.

Lo spettacolo è in scena tutto l’anno. Il calendario delle repliche viene aggiornato con 90 giorni di anticipo.

Per maggiori informazioni visitate il sito ufficiale o chiedete assistenza al nostro staff.