Fortyseven Hotel in Italiano Fortyseven Hotel on English Fortyseven Hotel on France Fortyseven Hotel on Spain

Palazzaccio a chi?

Wrooommmmm

Buongiorno avventurieri… Avete riposato bene? Siete pronti per una nuova e sorprendente avventura per le vie della città eterna? L’altro giorno tornando verso il 47 Boutique Hotel costeggiavo il lungo Tevere e tra le tantissime meraviglie che mi si presentavano davanti ai fanali mi è rimasto impresso un palazzo veramente imponente. Tornando in reception ho chiesto subito al direttore di cosa si trattasse e lui quasi sorridendo mi ha detto che sicuramente ero stata abbagliata dal fascino “opulento” del Palazzaccio!!! 

Il Palazzaccio? Perché un nome così brutto per un palazzo magnificamente decorato e pieno di statue, colonne, e decori in marmo… Dobbiamo assolutamente andare a fare luce su questa storia… Pronti???

Eccoci qui. Avevo ragione? Non trovate anche voi che ci sia un fascino particolare dietro questo enorme palazzo? 

palazzaccio

In realtà questa è la sede del Palazzo di Giustizia ed è stata progettata e realizzata da Guglielmo Calderini, ingegnere e professore all’Accademia delle Belle Arti di Perugia, dopo ben 3 proposte diverse, tra  il 1888 ed il 1911. Come avrete dedotto dal soprannome dato al palazzo, Palazzaccio per l’appunto, non fu un’opera che riscosse grande successo anzi Lionello Venturi (famoso critico d’arte e storico) affermò: Il palazzo di giustizia del Calderini è una massa di travertino in preda al tetano”. A queste non meravigliose recensioni si aggiunse la difficoltà di realizzare l’intero progetto a causa della posizione scelta. Infatti le sponde del Tevere, argillose per natura, non erano in grado di sopportare un peso così massiccio ed il terzo piano del palazzo rimase solo sulla carta, senza essere mai realizzato.

Dopo la sua inaugurazione, continuando a piovere critiche, il Calderini si sentì uno sconfitto e non reggendo ai continui attacchi, si tolse la vita.

Oltre a questa brutta storia però la costruzione del Palazzo di Giustizia permise il ritrovamento di opere dal valore inestimabile. Infatti, le sabbie del Tevere restituirono, durante gli scavi, due sarcofagi databili intorno al 150-170 d.C.. Con molta probabilità i sarcofagi appartenevano alla stessa famiglia: il primo era di una giovane donna morta prematuramente a 18 anni di nome Crepereia Tryphaena e il secondo di Crepereio Euhodo.

A questo ritrovamento dobbiamo la scoperta di una storia che al tempo commosse l’intera città. Insieme al sarcofago della giovane fu rinvenuta infatti una bambola: un vero capolavoro nel suo genere. Un pò come sono io, non trovate?!?!? La bambola è alta circa 23 cm, in avorio, con un viso scolpito perfettamente, ma la cosa sorprendente per l’epoca è che sia snodabile. Le braccia si raccordano al corpo mediante perni, mentre le gambe si innestano negli appositi alloggiamenti incavati all’interno del bacino grazie ad un accurato sistema ad incastro. Non trovate che i giocattoli abbiano un fascino particolare? Voi ne avete uno preferito, che non sia io logicamente?

Dopo tutti questi “rallentamenti” e scoperte, finalmente il 9 novembre del 1910 la struttura fu inaugurata.

Palazzaccio

Il palazzo appare interamente in travertino, ma in verità è soltanto rivestito in marmo e il suo scheletro è in cemento armato, una tecnica di costruzione che costituì uno dei primi esempi in Europa. La facciata principale, rivolta verso il Tevere, è basata su un grande arco trionfale che ne costituisce il portale di accesso, sormontato dal gruppo scultoreo della “Giustizia“, raffigurata seduta al centro e circondata da altre figure simboliche che rappresentano la “Legge” e la “Forza“. La facciata, costituita da un corpo centrale e due laterali, presenta altre statue colossali, opera di scultori diversi: ”Cicerone“, “Papiniano“, “De Luca” e “Vico” in piedi ai lati dell’ingresso, mentre seduti vi sono “Licinio Crasso” e “Salvo Giuliano“. Le statue che più attirano la mia attenzione sono però ai lati dei tre finestroni  e rappresentano la “Fama” attraverso i simboli  della tromba e della corona. La facciata posteriore, rispetto al Tevere, si affaccia invece su piazza CavourAl di sopra del palazzo è situata la colossale quadriga bronzea, opera di Ettore Ximenes, raffigurante nuovamente la “Fama” alla guida di un carro e fu qui collocata nel 1926. Il palazzo avrebbe dovuto rappresentare il nuovo ordine che riparava alle ingiustizie del governo pontificio ma i romani, poco convinti, lo soprannominarono appunto “Palazzaccio” per il suo aspetto e per la sua funzione. Nel 1970 il Palazzaccio minacciò di crollare e fu temporaneamente abbandonato. Dopo un lungo restauro oggi è tornato ad ospitare la Corte Suprema di Cassazione, la sede per la quale era stato costruito.

Vi rendete conto di quante storie potrebbero raccontare queste mura? Quanti racconti, quanta giusta o ingiusta realtà è passata da queste parti?

Questa città mi sorprende sempre…

Ora tornerò verso l’hotel e cercherò di scoprire qualche dettaglio in più, ma soprattutto sono veramente curiosa di sapere quali sono i giocattoli preferiti di ogni ospite…

Wrooommmm