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Amici rombanti… Facciamo un giro in piazza!

Wrrooommm!

Bentornati miei avventurieri… come è andata la visione del film Vacanze Romane? Ne avete approfittato per rivedere alcuni dei luoghi più suggestivi di Roma

Tornando in parte sui solchi tracciati dai nostri pneumatici la volta scorsa, oggi vorrei portarvi in un’altra piazza importantissima per Roma ed i romani. Evitiamo i percorsi più gettonati dai turisti in cerca di shopping (per quello avremmo tempo più avanti) e da Piazza di Spagna prendiamo la strada parallela a Via del Babuino e attraverso via Margutta raggiungiamo comodamente Piazza del Popolo, facendo un tuffo nel passato.

margutta

Via Margutta è una via decisamente più piccola rispetto alle sue vicine; sorge nel Rione Campo Marzio e si trova al centro della zona comunemente chiamata “Quartiere degli stranieri”. Ai piedi del monte Pincio vi è un luogo incantato e dimenticato dal tempo che ospita gallerie d’arte e ristoranti alla moda. Pensate che un tempo qui sorgevano botteghe di poco valore, stalle e ricoveri per animali. 

Furono gli anni 50 e proprio la prima proiezione di Vacanze Romane a dare notorietà a questa via. In poco tempo vi presero residenza moltissimi personaggi famosi: Federico Fellini, Anna Magnani, Giulietta Masina e il pittore Giorgio de Chirico. Qui intorno pare che vivessero dagli inizi del ‘900 Rubens, Picasso, de Ribera e tantissimi altri. Per chi ama l’arte come me, passeggiare in questa via ed immaginare di incrociare tutti questi artisti è un vero sogno! È proprio in questa via che prende vita “Cento Pittori a Via Margutta”, una ricorrenza pittorica della Capitale che da molti anni rappresenta un interessante appuntamento per appassionati d’arte e che trasforma Via Margutta in una galleria d’arte all’aperto, mettendo in mostra oltre 1.000 opere. Giriamo l’angolo, percorriamo ancora qualche metro ed ecco aprirsi davanti ai nostri fanali Piazza del Popolo

La piazza è una delle ultime grandi realizzazioni della Roma papale, che stiamo cominciando a conoscere insieme: a nord la grande Porta del Popolo e ad est le rampe della passeggiata del Pincio. Un fascino senza eguali al mondo: grande, imponente e con ben tre chiese al suo interno.

Il nome della piazza ha ben due interpretazioni. La prima è legata al fatto che in questo luogo anticamente vi sorgevano molti pioppi (alberi tipici di Roma) che in latino venivano chiamati “populus”. La seconda teoria, come spesso accade, è legata ad una leggenda basata sulla posizione della tomba dell’imperatore Nerone, secondo cui venne sepolto al centro della piazza, dove un tempo fu piantato un albero di noce in suo onore. Il racconto prosegue affermando che nel Medioevo, durante la notte, le ossa dell’imperatore attiravano spiriti e demoni spaventando i romani residenti nei paraggi. Per questo motivo Papa Pasquale II, nel 1099 fece abbattere il noce, disseppellire l’imperatore, bruciare le sue ossa e disperderle nel Tevere (secondo un rito voodoo). Al posto della tomba ordinò di costruire una chiesa dedicata alla Madonna e poiché era stata finanziata dal popolo romano, venne chiamata Santa Maria del Popolo (di Giuseppe Valadier) e mantenne la sua denominazione nel tempo.

piazza del popolo 3

Dalla parte opposta della Chiesa del Popolo troviamo le chiese “gemelle”: Santa Maria dei Miracoli e Santa Maria in Montesanto. Avete fatto caso che se guardate dal centro della piazza sembrano identiche? Se accendete i vostri abbaglianti, vi accorgerete in realtà che si tratta solo di un effetto ottico. L’intenzione dei costruttori intorno alla fine del ‘600 (tra cui anche del Bernini) era quella di creare due chiese simmetriche, ma sulla sinistra lo spazio risultava nettamente inferiore, quindi le chiese furono dotate di due cupole diverse: a destra ottagonale, a sinistra dodecagonale. 

Continuando il gioco delle somiglianze, notate altro in questa piazza? Bravissimi le due fontane! Ad est ed ad ovest troviamo la fontana di Nettuno e quella della dea Roma. Certo non sono perfettamente identiche, ma sicuramente a colpo d’occhio riuscirete a trovare qualche similitudine.

piazza del popolo 1 ok

Come non notare l’obelisco al centro della piazza? L’Obelisco Flaminio, per la precisione. Non si è sempre trovato qui, un tempo infatti, era posizionato al Circo Massimo come già sapete, voluto lì da Augusto in ricordo delle vittorie sull’Egitto e poi spostato qui, al centro della piazza, da papa Sisto V alle fine del ‘500. Simboleggia il sole in tutta la sua maestosità: è alto 23,20 mt e vi sono incisi i geroglifici del faraone Seti I (secondo faraone della XIXma dinastia, definito “colui che riempie Eliopoli di obelischi perché i loro raggi possano illuminare il tempio di Ra”).

L’unione definitiva di Piazza del Popolo con il colle Pincio si deve allo straordinario lavoro di Valadier che riprospettò tutta la piazza nell’Ottocento e aggiunse quattro vasche attorno all’obelisco, alimentate da leoni in stile egizio. In quel periodo la piazza rappresentava il luogo designato dal governo pontificio per eseguire le condanne a morte. In realtà ogni specifica condanna aveva il suo luogo prestabilito:

  • I roghi a piazza Campo de Fiori 
  • Le decapitazioni a Castel Sant’ Angelo 
  • Le impiccagioni a piazza del Popolo.

La targa all’angolo della piazza ci ricorda l’esecuzione avvenuta qui dei due carbonari Targhini e Montanari giustiziati proprio da Mastro Titta (nostra precedente conoscenza).

Quante cose sono successe in questa grande città! Adesso rientro in hotel così da decidere dove ci porterà la nostra prossima avventura!

Wroooommm