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mazzamurello

Mi prude la carrozzeria… chi è che fa i dispetti?

Wroooommmm!

Rieccomi qui!!! Siete pronti? Io sono carichissima e oggi ho deciso di mostrarvi una vera chicca romana, anzi sono quasi sicura si tratti di qualcosa che nemmeno i romani conoscono bene.

Ieri sera, prima di buttarmi comoda comoda tra i cuscini del mio lettone, una ragazza della reception mi ha chiamata Mazzamurella. Si, avete capito bene: Mazzamurella. Come potete immaginare sono rimasta un pochino contrariata…voi sapete cosa sono i Mazzamurelli? Bene seguitemi in questa nuova avventura e proverò a spiegarvelo.

Attraversiamo l’ Isola Tiberina, controlliamo che la pulzella aspetti ancora il suo principe azzurro e sgommiamo fino a Trastevere o, come la chiamava il poeta dialettale Belli, Trestevere!!!

Ci troviamo in uno dei luoghi più antichi di Roma, fatto di vie piccole piccole e contorte. Trastevere è da sempre considerata l’anima romana, quella ironica e burlona, poetica e scanzonata e soprattutto quella delle leggende popolari. Vi starete chiedendo perché siamo qui? Bene è facile, dobbiamo scoprire perché i romani hanno addirittura dedicato una via ai Mazzamurelli! Arrivando fino alla Chiesa di San Gallicano, giusto alle sue spalle, troviamo un vicolo piccolissimo: Vicolo di Mazzamurelli per l’appunto.

mazzamurelli

Conoscendo la storia di Roma vi verrebbe da pensare che Mazzamurelli sia il cognome di qualche famiglia nobile romana, ma no, amici a quattro ruote, vi sbagliate e di molto! I Mazzamurelli sono degli spiritelli burloni, piccoli folletti della casa che indicano, solitamente, la prossimità di un tesoro, considerati come messaggeri tra il mondo reale e quello fatato. Ora capisco perché al 47 Boutique Hotel mi hanno dato questo soprannome!!! Volendo entrare nella etimologia del nome, Mazzamurello proviene dall’unione dei termini mazza (colpo) e murello (muro) proprio perché questi folletti, proprio come me, fanno un po’ di macello per far notare la loro presenza in una casa. Altra interpretazione che in fondo penso “modestamente che mi si addica di più, è quella di mazza, sempre intesa per colpo, ma dando al termine morelli quello di mori  cioè come venivano chiamati i nemici e, quindi, provvidenzialmente un supereroe che difende la casa in cui abita… Si questa mi piace: Super Macchinetta Mazzamurelli!!! Che dite? Mi sto montando troppo la testa o la testata?

san gallicano e vicolo

Comunque, le storie dei Mazzamurelli sono sempre state tramandate oralmente e spesso completamente trasformate… per capirci, un po’ come quando giochiamo al gioco del telefono: partiamo con una parola e si arriva all’ultimo compagno di gioco che ha capito l’esatto contrario!!! Nel ‘500 si diffuse la notizia che una casa di questo vicolo fosse abitata dagli spiriti e il popolo romano preferisse, quindi, girare alla larga. Nell’800, invece, come indica una guida delle strade di Roma, nel vicolo abitava un uomo non proprio per bene che per continuare a farsi i propri affari si spacciava per mago, facendo credere di avere mistiche visioni di demoni ed allontanare le persone dalla sua abitazione.

Noi, durante le nostre avventure stiamo imparando, curva dopo curva, come i romani (intendo quelli dell’impero) abbiano segnato la vita dei propri posteri e, quindi, probabilmente la figura dei Mazzamurelli potrebbe avere origine dai genius loci degli antichi romani.

Il genio nella religione arcaica era quello che proteggeva l’individuo e che lo accompagnava nel suo percorso di vita (una sorta di angelo custode), poi negli anni, oltre a difendere il singolo individuo allargò il suo raggio di azione fino a proteggere addirittura un popolo. Così anche il popolo romano aveva il suo genio come testimonia la statua Lare Farnese (scultura che oggi è conservata presso il museo archeologico di Napoli, magari prossimamente andremo insieme a vederla…) che rappresenta un giovinetto, anche se il genio solitamente non aveva un sesso determinato come riporta l’iscrizione sullo scudo capitolino: “genio urbis Romae sive mas sive femina” (genio della città di Roma sia maschio sia femmina). Insomma, come vi stavo raccontando, i geni proteggevano e dipingerli o rappresentarli nelle loro diverse sembianze, serviva a richiedere direttamente la loro protezione. Spesso, ad esempio, si dipingevano serpenti sui muri della città per proteggerla dal sudiciume (Street art di altri tempi!!!)

Il mutare nel tempo di queste credenze e il fatto che gli antichi romani  riconoscessero nei geni una vita propria ha creato un susseguirsi di storie fino ad arrivare agli amorini ( geni dell’amore, per l’appunto). Dall’amorino a cupido, lo sapete meglio di me, il passo è breve e se esiste il protettore dell’amoroso focolare perché non dovrebbe esistere lo spiritello dispettoso chiamato in mille modi diversi?  Baffardello, Mamucca o addirittura Mazzamurello???

Nella Roma dei papi, il Mazzamurello aveva una sua rappresentazione precisa: un nanetto vestito da chierico con fibbie d’argento sulle scarpe e un cappello (zucchetto) rosso in testa, ma essendo un metafora spesso appare come sotto forma di serpe e a volte (se siete fortunati) come un bel giovanotto con cappello elegante e se riuscite a rubarglielo sappiate fin da ora che il nostro folletto sarebbe capace di riempirvi di regali pur di riaverlo.

macchinetta vicolo

Se vi trovate a passare da queste parti, tra le strette stradine trasteverine e vi sentite osservati o vi capita qualche stranezza, non vi preoccupate… Potreste essere stati presi di mira da un simpatico Mazzamurello! Non cacciatelo,  magari vi vuole consegnare qualche messaggio e se ci riuscite, mi raccomando, rubategli il cappello! Se sarete fortunati avrete un piccolo tesoro da spendere nelle vie di questa meravigliosa città…

Ora sgommo via che voglio proprio ringraziare la mia amica dell’hotel per il soprannome veramente perfetto!!!

Wroooommmmmm!