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tartarughe

Macchinetta sfreccia ancora: Rione Sant’Angelo

Wroooommmm!

Eccomi qui, pronta per la nostra nuova avventura. Sono così carica… uhm però meglio controllare… Al piano terra ci sono delle ragazze così carine che sicuramente saranno disposte a dare una bella girata alla mia chiavetta. Oggi ho intenzione di fare un bel giro insieme a voi e di conoscere ancora meglio la mia città.
Che bello svegliarsi tra tutti questi sorrisi!!!

teatro marcello
Dopo una bella caricata esco di casa e giro verso destra… Ma cos’è quell’edificio con tutti quegli archi? Sarà abitato? Sembra un piccolo Colosseo, ma che stranezza?!? Si tratta del Teatro Marcello!!! Un teatro?
Mi ricordo di aver letto che questo edificio fu iniziato da Giulio Cesare e poi terminato da Augusto. Il nome lo prese da Marcello figlio di Ottavia, sorella dell’imperatore Augusto, ma anche marito della sua unica figlia Giulia. Lo so, lo so vi sto un po’ confondendo le idee, ma sono sempre più convinta che le soap opera di oggi abbiano preso spunto dalle vicende familiari degli antichi romani: Dinasty a.C.!!!
Si racconta che durante l’inaugurazione, mentre gli attori entravano in scena, la “sella curulis” si ruppe facendo fare all’imperatore Augusto un bel capitombolo. Chissà se era stato qualche scherzo di qualche romano o solo il fato! Comunque l’imperatore non fece una piega e sorridendo si rialzò ordinando di riprendere la rappresentazione.
Tutto bene quello che finisce bene!!!
Il teatro doveva essere magnifico: 41 arcate inquadrate in 42 pilastri. L’altezza all’origine era di quasi 33 metri (ora se ne vedono ben 20). Immagino la scena che si poteva ammirare da qui: più di 15.000 spettatori per godere di rappresentazioni teatrali, gare di poesia e musicali. Poi durante l’avvento della Roma cristiana, con la soppressione degli spettacoli teatrali, tutto questo fu lasciato andare diventando una cava per materiale edilizio. Si dice che le macerie dovute ai crolli della struttura del Teatro arrivarono vicino al Tevere formando una specie di altura da cui è poi nato il nome di Monte Savello. Sulle rovine del teatro molte delle famiglie nobili romane costruirono la propria dimora: i Pierleoni, i Savelli e perfino gli Orsini soggiornarono in questo luogo. E come dargli torto?
Tra il 1926 ed il 1932 cominciarono i progetti per rivalutare il Teatro, demolendo abitazioni e botteghe nate sotto le arcate dei resti del Teatro. Sembra che sparirono addirittura delle vie ed una chiesa medievale, ma soprattutto scomparì del tutto piazza Montanara.
Ci pensate? Come si fa a far sparire una piazza? Bisogna dire, comunque, che questi lavori permisero di trovare i resti di due antichissimi templi: Apollo Sosiano e Bellona, risalenti addirittura al 431 a.C.. Così tanta storia in pochi metri, come è possibile?

albergo della catena

Tiro leggermente il freno a mano, non mi sono resa conto che stavo slittando un po’ ed ecco che i miei fanali puntano su uno strano edificio, proprio dietro la colonna: Albergo della catena.
Questo edificio è stato costruito proprio a ridosso del Tempio di Apollo ed era una semplice locanda. Certo che i romani a quei tempi non avevano tanta fantasia per trovare i nomi agli hotel. Sapete perché si chiama albergo della catena? A causa di una catena che, disposta tra due colonne, sbarrava il vicolo in cui si trovava l’edificio.
Certo parlo io che mi chiamo Macchinetta e sono una macchinetta. Mettiamola così questo mi rende sempre più romana: una vera antica romana!!!
Comunque, tornando alla catena, un tempo questo sbarramento poteva avere più di un significato: delimitava le proprietà (un po’ come oggi), evitava il passaggio di carri in prossimità di edifici particolari o, se messe accanto a palazzi nobiliari, indicava quando era tesa la presenza del nobile proprietario, quando era allentata la sua assenza. Se ci penso bene, è un po’ quello che succede oggi alle bandiere situate davanti agli edifici che ospitano le cariche dello Stato, una sorta di avvertimento per poter comunicare ai cittadini la presenza o l’assenza del loro rappresentante.

Ma basta restare ferma qui… Mi rimane ancora un po’ di carica, forza seguitemi!!!

tartarughe
Nascosta tra i vicoli trovo una piazza molto accogliente: piazza Mattei. Proprio al centro è stata costruita una fontana molto particolare: la fontana delle tartarughe. Sono curiosa e chiedo ad un passante di raccontarmi la sua storia. Ma è rimasto così impressionato dalla mia estetica accattivante, dai miei fanali così luminosi e dal rombo del mio motore, che prima ci siamo fatti un selfie insieme!
Ok, ok… Ora basta io vi ho promesso avventure e storie sconosciute, non notizie da Wikipedia!!!!
Il gentile passante mi racconta che il nome di questa piazza si deve al palazzo alle mie spalle: Palazzo Giacomo Mattei. Questo edificio è il più antico dei cinque che costituiscono la cosiddetta “Isola Mattei”. Il palazzo di Giacomo è composto in realtà da due edifici (il civico 19, più antico ed il civico 17 unito più avanti dal nipote di Giacomo Mattei).
Caro amico passante, è tutto molto bello, ma possibile che dietro a questo edificio non ci sia niente di più di banali unioni familiari? Aspetta un attimo, perché sulla facciata c’è una finestra murata? Cosa, cosa? Spengo il motore e mi metto ad ascoltare per bene perché sembra che ci sia una bella storia dietro a quella finestra. La leggenda, infatti, narra che uno dei duchi Mattei, giocatore incallito, una notte perse tanti soldi al gioco. Il futuro suocero, una volta scoperto il fatto, gli rifiutò la mano della figlia. Il duca non poteva sopportare un tale insulto ed organizzò una splendida festa proprio all’interno del suo palazzo. Durante la notte, mentre tutti gli ospiti erano intenti a ballare, bere e mangiare, il duca fece costruire, davanti al palazzo, una splendida fontana ed il mattino seguente, invitando il futuro suocero ad affacciarsi alla finestra, esordì dicendo:
“Ecco cosa è capace di fare in poche ore lo squattrinato Mattei!”.
Non si sa bene se il matrimonio avvenne o meno, l’unica certezza è che la finestra fu murata per evitare che qualsiasi altra persona potesse affacciarsi.
Voi cosa ne pensate? La finestra fu murata perché non bastò questo sfavillante gesto per riavere la promessa sposa?
La famosa fontana, comunque, è quella delle tartarughe che originariamente nacque senza tartarughe. Fu il Bernini ad aggiungerle nel 1658, durante i lavori voluti da Papa Alessandro VII. Le tartarughe, 4 come quelle Ninja, hanno avuto una storia un po’ vagabonda; sono scomparse più volte dalla fontana e per fortuna sempre ritrovate. Una volta, addirittura, furono riconsegnate al comune dalle mani di uno “stracciarolo” romano, passato alla storia per la sua onestà.
Quante storie si nascondono dietro queste mura… adesso torno a ricaricarmi un po’. Intendo scoprire ancora tanto insieme a voi…. Alla prossima!
Wroooom!