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Tre, due, uno, Via… Giulia!

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Ciao avventurieri! Avete trovato qualche Mazzamurello in casa? Ma soprattutto… Gli avete rubato il cappello? Ormai al 47 Boutique Hotel sono tutti convinti che io nasconda un bel cappello rosso sotto il cofano!!

Oggi però ho voglia di farvi conoscere un pochino di più di me e dei miei gusti, ho voglia di portarvi in uno dei luoghi che più amo di questa città: via Giulia! Andiamo?

Via Giulia è, dal mio punto di vista, una delle vie più affascinanti e romantiche di Roma. Un chilometro di strada, parallela al Lungotevere, che parte da Ponte Sisto fino a largo dei Fiorentini. Ogni palazzo o chiesa di questo breve percorso racchiude delle piccole opere d’arte.

via giulia mappa con macchina

Via Giulia fu voluta da papa Giulio II ed è stata la prima e la più lunga strada rettilinea di Roma ed era stata progettata per diventare il fulcro delle attività finanziarie della città.

Fu proprio Papa Giulio II, tra il 1503 ed il 1513, ad elaborare un piano preciso del tessuto urbano, improntandolo sulla modernizzazione delle strutture ormai medievali con lo scopo principale di evidenziare la città di Roma come centro della cristianità e dell’espressione politica della chiesa. Nel progetto era previsto un asse di strade che avrebbe aiutato il collegamento tra le diverse parti della città. Primo passo del progetto fu, quindi, quello di creare un lungo rettilineo, al quale il papa volle dare il proprio nome via Julia per l’appunto; nel progetto fu coinvolto anche il Bramante per la costruzione del Palazzo dei Tribunali che doveva riunire tutte le corti giudiziarie, a quei tempi sparse in vari punti della città. L’intero progetto però non fu mai realizzato, venne solamente comunicato nel 1508 e i lavori furono interrotti 1511 per essere poi completamente abbandonati. Il Palazzo dei Tribunali esiste (per modo di dire) ancora: esattamente tra via del Cefalo e via Gonfalone rappresentato oggi da un enorme cordolo di pietra che doveva, in origine, essere il basamento dove poggiava il palazzo stesso e che oggi sporge in fuori rispetto la via così da formare, all’apparenza, una gigantesca seduta soprannominata dai romani “il sofà di via Giulia”.

via-giulia-sofa

La bellezza di questa via fu ben presto notata dai nobili romani, infatti cominciarono pian piano a trasferire le proprie residenze dalle sponde del Tevere direttamente nella via costruendo così degli edifici meravigliosi di cui i nostri fanali possono ancora godere.

Via Giulia divenne una sorta di residenza fissa anche per gli artisti tra quali troviamo nomi niente male come Raffaello, Cellini  e Borromini. Dopo il tragico sacco del 1527, lentamente, Roma si riprese e via Giulia fu letteralmente “assediata” dalla famiglia Farnese (qualcosa simile ai Kennedy dell’epoca) che vide il suo massimo splendore nell’enorme palazzo che fecero costruire proprio nei pressi della via. In pochi anni via Giulia e l’adiacente via Monserrato si trasformarono nel punto saliente degli affari della famiglia Farnese diventando una sorta di mini città nella città. Così, in poco tempo nella via nacque un forte contrasto visivo e culturale dovuto alla convivenza tra  ricchi nobili, ambasciatori e ricchi borghesi con prostitute di lusso, orfanotrofi, istituti assistenziali ed addirittura delle carceri. Parte della supremazia sulla via della famiglia Farnese la si può ammirare puntando i nostri abbaglianti appena dietro il cancello del numero civico 186.

Da qui possiamo intravedere la facciata posteriore del palazzo, eseguita nella seconda metà del Cinquecento dal Vignola. Palazzo Farnese rimane uno dei più belli di Roma: il giardino, la loggia e il cornicione sono un insieme di equilibrio estetico senza pari. Nel 1603 fu eretto l’arco Farnese che collegava la terrazza direttamente alle costruzioni sul Tevere, dove si trovava un grande giardino. Si dice che il progetto originale fosse stato affidato a Michelangelo (mai realizzato) e che prevedesse un tratto sopraelevato rispetto la strada, che portasse da Palazzo Farnese addirittura fino ai giardini della Villa Farnesina dall’altra sponda del Tevere. Proseguendo sotto l’arco troviamo la Chiesa di S. Maria dell’Orazione e Morte, lo so… è un nome un pochino macabro ma il motivo è legato direttamente alla sua funzione nella società. Come già vi avevo accennato, il Tevere veniva spesso utilizzato dai potenti dell’epoca come “sicario di morte” (diciamo che al di là dei potenziali annegati molti non cadevano a caso nel fiume…). L’arciconfraternita dell’Orazione e Morte, con sede proprio nell’omonima chiesa, aveva il compito di dare sepoltura ai “poveri morti”, cioè a tutti quegli sventurati che accidentalmente avevano trovato la morte nel fiume Tevere e rimanevano senza nome e degna sepoltura. L’Arciconfraternita crebbe nel tempo di importanza e fama e la chiesa, troppo piccola, fu demolita per essere ricostruita su progetto di Ferdinando Fuga (1733). La facciata è piena di colonne e pilastri, le porte e le finestre sono decorate con teschi alati e una targa recita:

“Hodie mihi, cras tibi”, cioè “Oggi a me, domani a te”.

Gioacchino  Belli la chiamò “la commaraccia secca de strada Giulia”.

Se vi capita di entrare, potrete notare le decorazioni che riportano a continui riferimenti un “pochino macabri”; da un lato dell’altare maggiore si può scendere nel sotterraneo che è ciò che rimane del cimitero dell’arciconfraternita in cui in tre secoli vi furono seppellite circa 8.600 salme.

Con il tempo, nel secolo successivo, la via cominciò ad assumere la fisionomia di ciò che troviamo sotto ai nostri pneumatici oggi: il completamento della chiesa dei Fiorentini, la costruzione delle Carceri Nuove, la completa ristrutturazione del Palazzo Falconieri ed infine la realizzazione della bellissima chiesa del Suffragio. L’unica grande modifica fu effettuata solo molto più tardi, con la nascita di Roma Capitale, per limitare i danni causati dalle frequenti inondazioni del Tevere. Si decise di costruire dei possenti muraglioni stravolgendo quella che era la connotazione delle strade limitrofe a via Giulia e scomparvero molte delle abitazioni che si trovavano verso il Tevere ed i relativi moli. La cosa più difficile da digerire per un’amante della bellezza come me è stata l’eliminazione di tutti cortili ed i giardini interni che portavano i palazzi più belli direttamente ai moli sul Tevere: credetemi parliamo di vere e proprie oasi di bellezza e grazia!

via giulia

Nonostante tutto vi garantisco che passeggiare per questa via soprattutto all’ora del tramonto estivo mantiene assolutamente il suo immutato fascino!!!

Vi suggerisco assolutamente di fare una bella passeggiata, magari assaporando uno dei gelati artigianali che si possono gustare da queste parti… Mi aggiro un pochino per queste vie e mi rendo conto che siamo veramente vicini ad un altro punto meraviglioso di Roma, ma non voglio spoilerare nulla…a presto!

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