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Scorrazzando in piazza… Piazza Venezia!

Wrrooommm….!

Buongiorno miei avventurieri coraggiosi! Che bello svegliarsi coccolati,  con il profumo del caffè, e accendere i fanali su questi leggendari occhi da cerbiatto, ricordati dalle foto alle pareti nella stanza dedicata ad Audrey Hepburn. Probabilmente è stato il riposo in questa stanza ad ispirarmi per la nostra nuova avventura. Il tempo di una doccia e partiremo alla scoperta di Piazza Venezia. Siete pronti? Percorriamo via Petroselli e passiamo di fronte al Teatro Marcello, so che non siamo su due ruote come Audrey nel film “Vacanze Romane” ma anche le nostre 4 non sono male, no? Eccoci… È proprio come nel film durante il giro in Vespa… Piazza Venezia si estende tra via del Corso e via dei Fori Imperiali ed è “condivisa” da tre rioni: Pigna nell’area occidentale, Trevi nell’area orientale e Campitelli nell’area meridionale. La piazza ha preso questo aspetto solo dopo il 1885 con la costruzione del monumento di Vittorio Emanuele II, precedentemente, infatti, era molto più stretta e circondata da chiese e palazzi. Il lato verso il Campidoglio era chiuso dal Palazzetto Venezia unito a Palazzo Venezia da una torre a base quadrata; dal lato opposto, dove ora si trova il palazzo delle Assicurazioni Generali, un tempo sorgevano 3 palazzi di grandi famiglie romane. Pensate che tra questi palazzi si apriva una strada chiamata via della Ripresa dei Barberi nella quale, durante le feste del carnevale terminava la grande corsa dei cavalli “barberi” che attraversava via del Corso; proprio in questa via, infatti, venivano ripresi i cavalli dai mozzi e riportati nelle stalle. Il nome della piazza, invece, deriva dal palazzo costruito nel 1455  dal cardinale Pietro Barbo (poi eletto papa con il nome di Paolo II) in sostituzione delle vecchie casette che ospitavano i cardinali del titolo di S Marco. Lo stesso edificio fu poi donato nel 1560 da Pio IV alla Repubblica di Venezia che ne fece la sede della propria ambasciata. Negli anni quindi l’edificio, uno dei più belli della Roma rinascimentale, fu: residenza papale, ambasciata ed infine dopo la caduta di Napoleone (autore del passaggio di Venezia all’Austria) proprietà asburgica. Tornò proprietà italiana solo nel 1916 con il governo fascista. È infatti il balcone di Palazzo Venezia, quello che, prima vide un papa divertito aspettare l’arrivo dei cavalli berberi e, in seguito, i discorsi al popolo italiano di Benito Mussolini. All’interno di queste mura ebbero luogo alcune delle feste più sfarzose di Roma: qui nel 1770 suonò un intero concerto l’allora quattordicenne Wolfgang Amadeus Mozart e nel 1842 Gioacchino Rossini vi diresse per la prima volta il suo Stabat Mater.

piazza venezia

Se ci spostiamo sul lato di via del Plebiscito possiamo notare il magnifico portale che permette l’accesso al Museo Nazionale di Palazzo Venezia. Il palazzetto Venezia invece fu costruito nel 1467 ed era adibito a giardino privato del Palazzo Venezia: un giardino sopraelevato poggiante su un terrapieno sostenuto da mura ad arcate aperte. Nel 1537 fu Paolo III a collegarlo tramite un corridoio pensile, alla propria torre situata alle pendici del Campidoglio. Restaurato nella metà del Seicento, il palazzetto fu demolito nel 1911 per costruire il monumento a Vittorio Emanuele II e “ricostruito” a fianco della basilica S.Marco, dove lo possiamo vedere anche oggi.

Quel signore che vedete rappresentato lassù è Vittorio Emanuele II ed il monumento, chiamato per l’appunto il Vittoriano,  fu voluto per glorificare l’Unità Nazionale ed è l’altare per le cerimonie di Stato. Nel 1921 il monumento fu rimodellato per permettere la sepoltura del Milite Ignoto che così diede al monumento la nuova qualifica di Altare della Patria. Al primo piano è stata collocata la statua della Dea Roma, sotto la quale troviamo la tomba del Milite Ignoto

macchi cavallo

Non disperate miei avventori ho un racconto succulento anche legato a questo luogo: in occasione della visita di Vittorio Emanuele III di Savoia le autorità del tempo decisero di allestire un rinfresco riservato a pochissimi invitati, 20 per la precisione. La particolarità del rinfresco è che fu allestito all’interno del ventre della statua del cavallo ed era tutto a base di vermouth e panini!!! Se non mi credete visitate la terrazza posteriore del Vittoriano troverete le foto a testimonianza. Sapete quanto sono lunghi i baffi del re? Beh, un metro ciascuno, direi che è anche normale se pensate che la statua fu realizzata fondendo 50 tonnellate di bronzo ottenuto dai cannoni dell’esercito del Regno d’Italia.

Le due fontane che troviamo ai lati segnano, in qualche modo, i confini dell’Italia infatti, in linea con il tragitto del sole (alba e tramonto), troviamo la fontana dedicata al mar Adriatico ed al mar Tirreno. Gli 81 metri di altezza del monumento sono decorati con sculture che rappresentano i valori del popolo italiano: Concordia, Sacrificio, Forza, Diritto, Azione e Pensiero.

Prima di lasciarvi ad ammirare il panorama da una delle terrazze vi volevo raccontare l’ultima indiscrezione: sapevate che durante gli scavi per realizzare il monumento furono trovati dei resti di mammut?? 

Per variare il tragitto e tornare verso casa vi suggerisco di passare per Piazza del Campidoglio, se siete stanchi sedetevi accanto al nostro amico Marforio e rimanete qualche minuto ad ammirare gli abiti degli sposi che vengono a celebrare le nozze qui, rilassatevi un attimo e tornate in hotel passando per via Monte Tarpeo: spalancate i fanali di fronte alla vista del Foro Romano e passando per piazza della Consolazione raggiungete il 47 Boutique Hotel… Io vi aspetto al roof, ci siamo meritati un buon drink dissetante, no?

bancone

Wroooommmmm