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Oggi mi sento così… Borghese!

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Bentrovati avventurieri rombanti! Come state?

Questa mattina dopo essermi bevuta una freschissima spremuta nella corte del 47 Boutique Hotel ho parlato a lungo con le ragazze del bar e tra una chiacchiera e l’altra ho svelato loro il posto che intendo mostrare a voi oggi. Sarò sincera sono rimaste un po’ basite perché pare che intorno a questo luogo si aggirino storie e leggende. Stiamo per continuare le nostre avventure a Villa Borghese e, per raggiungerla, dovremmo passare per il Muro Torto!!! Oggi quel Muro ha più di 1700 anni e un tempo era chiamato muro “ruptus” (cioè rotto) poiché ogni volta che pioveva il muro franava. La sua nascita si deve alla fine dell’epoca repubblicana e aveva il compito di sorreggere le antiche ville patrizie. Quel posto era stato scelto, tra gli altri, dagli Anicii, dagli Acilii e dai Pinci, da cui proviene il nome Pincio della stessa collina. La leggenda popolare narrava che il muro fosse stato addirittura santificato da S.Pietro per difendere Roma dalle invasioni. E’ un muro verso il quale i romani di molte generazioni (soprattutto passate) avevano un vero timore reverenziale perché ritenuto un muro maledetto. È per questo che le ragazze del bar non erano affatto contente di questa nostra visita, ma noi siamo avventurieri e non temiamo nulla!!! Il fatto è che ai piedi del Muro Torto venivano sepolte le persone sconsacrate come i delinquenti, i vagabondi, i suicidi, le prostitute e via dicendo. Così ancora oggi si racconta che le loro anime vaghino sotto il muro lamentandosi di una sepoltura religiosa che fu loro negata. Per lo stesso motivo sembra che ignari automobilisti si ritrovino di colpo senza benzina o con la macchina in panne proprio passando qui sotto.

entrata

Spostandoci un pochino arriviamo all’ingresso di Villa Borghese (nostra meta primaria) passando dal Pincio. La storia tra leggende e superstizioni non finisce qui: proprio sulla collina del Pincio, dove erano gli Horti Luculliani e oggi sorge Villa Medici, fu uccisa Messalina. Alla bellissima Messalina quegli Horti piacevano veramente tanto, perciò decise di accusare ingiustamente il proprietario dell’epoca, Valerio Asiatico (che fu console per ben due volte), convincendo il marito Claudio – più grande di lei di trent’anni, balbuziente, zoppo e al terzo matrimonio – a far suicidare il malcapitato. Com’era usanza dell’epoca, Valerio si tagliò le vene. Legge del contrappasso o destino: Claudio in seguito fece uccidere Messalina proprio in quegli Horti. Eh già come si dice: chi la fa l’aspetti!!! La storia, mista come sempre ad un po’ di leggenda, racconta che Messalina non fosse una moglie devota e che addirittura durante la notte ritrasformasse da imperatrice a prostituta in incognito. Addirittura un certo Gaio Silio lasciò la moglie per lei. Durante le sue fughe però Messalina non fu sempre attenta e fu scoperta da Narcisio, un liberto, che fece la spia con l’imperatore, il quale non prese proprio bene la notizia… Cornuto si ma fesso no! Saputo della scoperta dei tradimenti Messalina si rifugiò proprio negli Horti Luculliani, ma fu raggiunta da un sicario dell’imperatore che la uccise senza nemmeno pensarci troppo.

pincio

La nostra gita prosegue e arriviamo al piazzale Napoleone I, in ricordo dell’imperatore francese che diede un forte impulso per l’abbellimento del Pincio: dalla grande terrazza qui situata possiamo ammirare uno dei panorami più belli e famosi di Roma. Sotto alla terrazza troviamo la bellissima e scenografica fontana-mostra dell’Acqua Vergine, formata da una costruzione su due piani. Al piano inferiore troviamo una parete con tre nicchie non molto profonde, alle cui basi vi sono altrettante vaschette con uno zampillo centrale. Il piano superiore, invece, è formato da una loggia a tre archi preceduta da un colonnato: quattro colonne corinzie sono poste rispettivamente alle estremità della costruzione ed a ridosso dei due pilastri centrali di sostegno, mentre l’acqua sgorga da ampi zampilli all’interno delle tre arcate. Nel giugno 1878 qui fu collocata una statua di Vittorio Emanuele II che poi venne rimossa nel 1936, e sostituita con l’attuale mostra dell’Acquedotto Vergine, ideata dall’architetto Raffaele de Vico. Una delle caratteristiche più interessanti del parco del Pincio è senza dubbio l’obelisco egizio (si lo so ne stiamo incontrando molti…link blog piazza del popolo) conosciuto a Roma come obelisco Pinciano. L’obelisco fu dedicato dall’imperatore Adriano al suo giovane amico morto annegato nel Nilo, Antinoo, nel 130 d.C., si dice che morì per salvare l’imperatore stesso. La posizione originaria dell’obelisco non era questa fu trasferito qui per volere di Pio VII il 22 agosto 1822 dall’architetto Giuseppe Marini.

Un fascino indubbiamente particolare lo ha l’idrocronometro sistemato in via dell’Orologio e presentato all’Esposizione di Parigi nel 1867. Non sapete cos’è un idrocronometro? L’ideatore fu un eminente meccanico orologiaio, il monaco domenicano P. Giovanni Embriaco. L’orologio funziona grazie a un meccanismo nel quale l’acqua dà impulso al pendolo e carica il movimento e le suonerie, riempiendo alternativamente due bacinelle. L’orologio, è stato collocato sopra una sopra ad alcune rocce nel laghetto artificiale, è costituito da una torretta quadrangolare, con pareti in vetro, alla sommità della quale vi sono i quattro quadranti di orologio, uno per ciascun lato.

orologio borghese

Continuando il nostro tragitto troviamo un’altra bellissima fontana: la fontana del Mosè. Posizionata in asse con il piazzale di Napoleone I e costituita da un ampio bacino circolare con, al centro, la statua raffigurante una donna chinata sull’acqua che nasconde una cesta di vimini, all’interno della quale vi è posto un bambino nascosto dal fogliame. Dall’altra parte invece troviamo Casina Valadier, secondo la tradizione tale e quale, per forma e grandezza, alla famosa nave Trafalgar comandata da Nelson, a memoria dell’ancor più famosa disfatta della flotta francese nelle acque del Mediterraneo. La “casina” fu costruita proprio da Valadier tra il 1813 ed il 1817 trasformando il preesistente palazzo del cardinale Rota. Il palazzo trova collocazione su una vecchi cisterna romana utilizzata per alimentare gli horti Aciliani. Fu Antonio Antonini a prendere la gestione della casina e a farla diventare un locale alla moda come caffetteria di gran lusso. Avete voglia di divertirvi con me? Potremmo provare insieme a riconoscere tutti i busti di personaggi famosi sparpagliati nella villa. Vi dico da subito che non sarà un gioco semplice perché oltre ai vandali che, purtroppo, distruggono regolarmente asportando nasi ed orecchie alle povere statue un ottimo aiuto fu dato nel tempo dallo Stato Pontificio. Infatti dopo sonore proteste molte statue cambiarono magicamente sembianze: Savonarola divenne Guido Aretino, Alfieri Vincenzo Monti e Paolo Sarpi divenne Pier Luigi da Palestrina!!!

Che dite possiamo proporre al comune di Roma di farci costruire un bel busto anche noi? Per ora sono felice del mio posticino alla reception!!! Ma ho grandi piani per me e per voi… Ci vediamo presto…

Wroooommm