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Di ponte in ponte alla scoperta di Roma!

Wrooommm

Siete pronti? Il nostro bike tour continua… Vi piace Roma vista da quaggiù? Io ne sono assolutamente innamorata, il mio motore è su di giri!!!

Quello che i nostri fanali stanno illuminando è Ponte Matteotti.

Il ponte fu realizzato, su progetto dell’architetto Augusto Antonelli, per collegare il rione Prati al quartiere Flaminio e fu inaugurato il 21 aprile 1929. Data la sua posizione (adiacente a viale delle Milizie), in un primo momento si decise di denominarlo “ponte delle Milizie” ma poi dato il momento politico che Roma stava vivendo prese il nome di “ponte del Littorio“, in onore del regime. Nel giugno 1945, a seguito della caduta del Fascismo, la Giunta comunale, deliberò per modificarlo nuovamente con il nome attuale: Ponte Matteotti (qui vicino è stato, infatti, costruito il monumento in suo onore).

Appena superato il ponte troviamo una struttura architettonica che ricorda il porto di Ripetta, ormai scomparso. Questo scalo chiamato De Pinedo è stato dedicato all’omonimo aviatore che fece la trasvolata tra Italia, Asia e Australia e che ammarò con il suo idrovolante “Gennariello” in quel punto. Gennariello” aveva un abitacolo aperto ed una apertura alare di 15 metri, poteva volare ad una velocità massima di 190 chilometri orari con un’autonomia di 9 ore, proprio in questo luogo il 7 novembre del 1924 De Pinedo atterrò. 

ponte matteotti

Accelero un po’ e mi trovo subito di fronte ad un altro ponte importante di Roma, se non per la storia almeno per la mobilità… E allora come posso io, regina della mobilità, non nominarlo! Si tratta del Ponte Pietro Nenni! Dai cittadini romani è chiamato e conosciuto come ponte della Metropolitana, perché è proprio qui che la metro attraversa il fiume collegando il lungotevere Arnaldo da Brescia con quello Michelangelo! Ma ora basta… tolgo il freno a mano e sfreccio al prossimo ponte, qui c’è già chi pensa a far muovere i romani , noi andiamo per la nostra strada!

Eccoci qui: Ponte Regina Margherita. Costruito nel 1885 è dedicato alla regina Margherita, opera dell’architetto Angelo Vescovali, collega il rione Prati (via Cola di Rienzo) con piazza del Popolo. Sorge in una antichissima area, dove un tempo si trovava la prima Università Romana dei “Barcaroli”. Si, avete capito bene: “Università dei Barcaroli”. Questa Università si rifaceva alle antiche corporazioni dell’epoca imperiale romana: quelle dei “naviculari caudicarii”, i battellieri, dei “lenuncularii” i proprietari di barche, dei “saccarii” i facchini, tutte scomparse con la decadenza del porto di Ostia. Come ogni corporazione anche questa aveva il proprio statuto con una marea di articoli da seguire. Quello che più mi ha attirato si riferisce all’obbligo di ancorare le barche, dopo lo scarico delle merci, non più lungo Ripetta ma in un luogo chiamato “la Penna“(oggi ricordato da una via che si trova nelle nostre immediate vicinanze). Perché penna? Certo non parliamo di BIC!!! In realtà, infatti, potrebbe prendere il nome dalla sua  conformazione del tempo: una specie di penisoletta nel fiume Tevere che evidentemente aveva la somiglianza con una penna d’oca. In alcuni documenti antichi, però, si parla della “riva della Penna” o “sponda della Penna”(porto di Ripetta) dove si trovava la “legnara”, e “penna” era il nome di una specie di roncola che portavano i legnaioli alla cintura e che serviva per togliere i nodi troppo sporgenti ed i residui di rami attaccati al tronco. Quindi, forse, il nome “Penna” derivava da questo particolare strumento, imposto dalla voce popolare, anche al luogo. Voi a cosa preferite pensare?

 Il ponte Regina Margherita, comunque, venne inaugurato il 17 Dicembre 1891 ed è composto da 3 semplici arcate, con un carattere sicuramente “aristocratico”.  

Ponte regina margherita

In questa zona un tempo sorgevano lussuosissimi stabilimenti balneari e per accedervi bisognava essere altolocati e benestanti, dei veri e propri VIP! Oggi questi stabilimenti sono stati sostituiti da circoli sportivi altrettanto esclusivi… ma torniamo alla storia. Tra gli stabilimenti più conosciuti all’epoca vi erano: “Romana Nuotatori” e “Rari Nantes”. In quest’ultimo potevano accedere solo i “fiumaroli benestanti”. I “fiumaroli” erano a Roma, gli amanti del bagno nel fiume e della tintarella, per questo c’erano molti barconi ancorati al Tevere.

A questo punto, però, non posso non parlarvi del “Ciriola”, alla nascita: Luigi Rodolfo Benedetti. Siamo tra gli anni  ’40 e ’70 e “Er Ciriola” alternava alla sua attività di elettricista quella di fiumarolo con un suo barcone adibito a stabilimento. Il suo alias Ciriola, anguilla in italiano corretto, si doveva proprio alla sua abilità di nuotatore. Non solo per diletto, ma il nostro uomo era un vero e proprio eroe che si tuffava ogni volta che una vita era in pericolo riportando in salvo i poveri sventurati. Per questo suo spiccato senso del dovere ricevette 160 medaglie una per ogni vita che riuscì a salvare! Addirittura Dino Risi utilizzò il suo barcone per ambientare uno dei suoi film “Poveri ma Belli”! Quello che vediamo oggi è solo ciò che rimane dopo il terribile incendio del 1970.

Il ponte è dedicato, come vi dicevo, a Margherita di Savoia, regina d’Italia, figlia di Ferdinando di Savoia duca di Genova e sposa del cugino Umberto I, re d’Italia. Margherita fu la prima regina d’Italia, fondò istituzioni culturali tra le quali la casa di Dante e si dedicò allo sviluppo delle opere assistenziali. L’edificazione del ponte provocò l’abbattimento dei magazzini del Mattatoio, trasferiti qui dal Foro Romano, da Papa Leone XII, nel 1825. Questi magazzini erano nei pressi della porta del Popolo poiché lungo via del Corso avvenivano le sfilate del bestiame per permettere ai macellai di visionare i propri acquisti.  Successivamente il campo Boario venne trasferito a Testaccio nel nuovo Mattatoio per allora, modernissimo, realizzato su progetto dell’architetto Gioacchino Ersoch (vi ci porterò presto!)

Per ora continuiamo la nostra pedalata verso Ponte Cavour.

Ponte_Cavour

Il ponte fu progettato dall’architetto Angelo Vescovali, costruito negli anni tra il 1898 e il 1901 a seguito dello sviluppo dei nuovi quartieri sorti negli antichi Prati di Castello (oggi Rione Prati). L’architetto lo volle dedicare a Camillo Benso conte di Cavour, grande artefice dell’indipendenza italiana. Il ponte Cavour venne aperto al transito il 25 Maggio 1901.

Gli archi sono a tutto sesto e di forma ovoidale, 5 arcate che coprono la lunghezza di 110,10 metri per una larghezza di 20,50 metri. 

Il ponte unisce Lungotevere dei Mellini con lungotevere Prati; il Lungotevere dei Mellini prende il nome dalla omonima famiglia che aveva dei terreni ed una villa meravigliosa a Monte Mario, mentre la definizione Prati deriva da prati di Castello: i prati intorno a Castel Sant’ Angelo che a loro volta definirono il nome del XXII rione di Roma. L’area del ponte Cavour era caratterizzata dal porto di Ripetta, che si trovava sulla sponda tiberina antistante l’attuale Lungotevere in Augusta, detta un tempo “riva Schiavonia” perché abitata da barcaroli di origine dalmata, che avevano abbandonato le loro terre dopo la vittoria turca nella battaglia di Kossovo del 15 giugno 1389.

Anche questo ponte ha dato, come per “er Ciriola”, grande visibilità ad un personaggio caro ai romani: “Mister ok”, alla nascita Rick De Sonay. È a lui che si deve la nascita della tradizione del tuffo di capodanno. Il signor Rick, nato nel 1899 e giunto a Roma nel 1945, usava lanciarsi in costume e cilindro per festeggiare in modo ben augurante il suo compleanno che cadeva proprio il 1 gennaio. Un salto dal ponte a volo d’angelo dritto nel Tevere (per 18 interminabili metri) proprio subito dopo lo sparo di mezzogiorno del cannone del Gianicolo. Tutte le volte lasciava il pubblico con il fiato sospeso per secondi interminabili, poi con un sorriso rassicurava gli spettatori con il caratteristico gesto della mano “ok”, e da qui il nome “Mister Ok”. Con il tempo divenne così famoso che nel 1968 Dino Risi (che come avrete capito amava Roma e i romani) lo volle come interprete nel film “Straziami ma di baci saziami”

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Adesso segnalerò questi film al personale del 47 Boutique Hotel… Magari decideranno di trasmetterli nella 47 Arena (link)… Sono proprio curiosa di vedere com’era Roma ai tempi di  Er Ciriola” e di “Mister OK”, voi no?

Per oggi ci fermiamo qui…ma la nostra avventura continua…

Wrrommmm