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A tutto gas per 135 scalini! Dove sono oggi?

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Avete impostato i vostri orologi?  Siete pronti a partire per una nuova avventura? Oggi sfileremo in uno dei luoghi più famosi di Roma… Si va? Piazza di Spagna ci attende! A proposito di tempo, facciamo un gioco? Torniamo al 1725! Prima di quell’anno, esattamente al posto della famosissima scalinata di Trinità dei Monti, avremmo trovato una misera scarpata piena di olmi. La prima scalinata fu voluta dal cardinale Mazzarino ed i progetti furono terminati nel 1660. I progetti per l’appunto… Purtroppo il cardinale morì prima dell’inizio dei lavori e papa Benedetto XIII, solo in occasione del giubileo nel 1725, si ricordò della loro esistenza e decise di far realizzare la scalinata. Furono opera dell’architetto Francesco De Sanctis i 135 scalini in travertino che oggi possiamo ammirare.

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Ma perché si chiama Piazza di Spagna? In realtà, se proprio vogliamo essere pignoli, fino al 1600 (circa) la piazza era”divisa” in due: Piazza di Spagna e Piazza di Francia, almeno per il popolo romano. Il nome Piazza di Spagna è dovuto alla presenza dell’ambasciata di Spagna presso la Santa Sede (sul lato meridionale), mentre la parte settentrionale, lato via del Babuino era chiamata Piazza di Francia a causa delle molte proprietà francesi nella zona limitrofa. Al centro della piazza troviamo questa leggendaria fontana: la Barcaccia. La fontana fu commissionata da papa Urbano VIII a Pietro Bernini, padre del più famoso Gian Lorenzo (1626-29) e due sono le versioni che si attribuiscono al nome “barcaccia”. Partiamo intanto dal presupposto che il termine barcaccia nell’antica roma era usato per definire quelle imbarcazioni adibite al trasporto di botti. La prima storia ci dice che nel 1598 durante una terribile piena del Tevere, il fiume era talmente esondato che una barca si era arenata proprio in questo punto. La seconda leggenda, invece, fa risalire il nome all’ipotesi che nella piazza si tenesse una naumachia (spettacolo di battaglia navale). La costruzione della fontana in realtà ha un qualcosa di geniale (un po’ come l’ingegnere che ha costruito me, non trovate?!?!). Infatti, in questo punto la pressione dell’acqua (acquedotto dell’acqua Vergine) non produceva  abbastanza pressione da poter permettere i giochi d’acqua tipici delle fontane. Il Bernini quindi trovò l’escamotage di scavare il terreno facendo apparire la barca semisommersa così da creare i livelli che permettessero una maggiore pressione dell’acqua. Il nome della scala invece si deve alla Chiesa francofona, una delle 5 presenti a Roma: Chiesa della Santissima Trinità dei Monti

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Shhhh, spegnete un secondo i vostri motori rombanti…. Non sentite degli strani sussurri? Sembrano dei lamenti… Eh sì, sono proprio lamenti e devono essere le lacrime di Lorenza Feliciani: lacrime di coccodrillo! Non sapete la leggenda legata a Cagliostro e Lorenza? Dunque, Lorenza Serafina Feliciani era una delle donne più belle della Roma del ‘700,  con una fortissima e spiccata personalità, che con il suo fascino, attirò le attenzioni di Giuseppe Balsamo, meglio conosciuto come Alessandro Conte di Cagliostro. Cagliostro, dal canto suo, era altrettanto famoso, ma come imbroglione! Tra i due scoppiò subito l’amore perché si sa che Lupin trova sempre la sua Margot (o Diabolik trova sempre la sua Eva!). La loro vita di coppia si basava su intrighi e raggiri per cui i poveri, ignari, uomini romani cedevano al fascino della bella Lorenza per poi essere raggirati dal terribile marito. Cagliostro accecato dal fumo del successo, e dalla brama di averne sempre di più, cominciò a dedicarsi all’alchimia e a tutta una serie di attività esoteriche, al punto di creare una vera e propria loggia massonica. La “povera” Lorenza si sentiva trascurata dalle nuove “passioni” del marito, poiché raramente ne prendeva parte, quindi sentendosi trascurata cominciò a provare un forte risentimento nei suoi confronti.  Cagliostro dal canto suo era alla continua ricerca di fama ed approvazione: per questo si recò a Roma (alloggiando con la moglie presso una locanda in Piazza di Spagna) alla ricerca addirittura del plauso papale. Adesso lo sapete anche voi che la Chiesa e l’esoterismo non vanno molto d’accordo… Per questo, e per le denunce fatte dalla moglie insoddisfatta, il 13 aprile del 1971 la gendarmeria vaticana lo prelevò dalla sua abitazione per condurlo nelle carceri di Castel Sant’Angelo. Il processo durò molto tempo, Lorenza fu scagionata e confermò tutte le accuse per paura di ripercussioni (o per vendetta?), ma fu comunque costretta a restare reclusa per 15 anni nel convento di Santa Apollonia vivendo attanagliata dai rimorsi per aver tradito il marito ed il loro rapporto. È per questo motivo che ancora il suo fantasma si aggira per queste strade piangendo e sospirando, si pente di aver denunciato il marito e ripercorre il tragitto da qui a al Vaticano sospirando!

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Ma questo luogo in realtà ci riporta anche a delle storie molto più belle. Vi ricordate quando la principessa Anna (Audrey H) incontra il giornalista Joe (Gregory P) “per sbaglio” e gli confessa di essere scappata dal collegio e di voler vivere l’esperienza della vita romana? Esatto, parlo proprio del film “Vacanze romane”, di Audrey Hepburn e di Gregory Peck!!! Tutto il film, uno dei più belli di quell’epoca,  si basa su questa richiesta fatta su uno degli scalini proprio davanti ai vostri fanali… State pensando quello che sto pensando io? Torniamo al 47 Boutique hotel e vediamo se è disponibile la camera dedicata ad Audrey… E se ci dice bene stasera, alla 47 Arena, potremmo anche vedere il film e sentirci un po’ come i protagonisti…

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