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Pedalando per Villa Pamphilj… Macchinetta esplora in bici!

Wroooommmm!

Buongiorno magnifici avventurieri! State scaldando i vostri motori per partire alla scoperta di nuovi luoghi con me?? Bene allora finisco la mia colazione nella fantastica corte del 47 Boutique Hotel e partiamo…

Questo luogo è incantato e ha un fascino tutto suo: mi ricorda tanto le corti dei palazzi nobiliari romani di cui ho sentito tanto parlare. Mi è venuta un’idea! Che ne dite se oggi ci spingiamo ad esplorare la villa storica più grande di Roma? Chiedo alla reception la possibilità di avere una bici per girare ancora meglio tutto il parco e non perdermi nemmeno un centimetro… Zaino nel porta bagagli e partiamo!!!

La villa si estende appena fuori le Mura Aureliane (vicino porta di San Pancrazio) e ha, vista dall’alto, la forma di un triangolo. Il terreno all’inizio era composto da una vigna con un canneto e un locale rustico di proprietà di un certo Giacomo Rotolo. Nel 1630 tutto il lotto di terra fu acquistato da Pamphilio Pamphilj e a suon di acquisti successivi (ben 46 atti furono al tempo registrati) ha raggiunto la grandezza di ben 184 ettari.

La villa è un susseguirsi di sentieri e viuzze… e pensare che ciò che stiamo facendo oggi noi in sella alle nostre due ruote (sei in totale :-)) lo facevano i nobili a cavallo o le giovani donzelle che passeggiavano!!! Ok cerchiamo di raggiungere la villa, chiedo informazioni a quei ragazzi che giocano a palla, aspettatemi qui…

Villa pamphilj 2

Scusate se ci ho messo tanto ma, la risposta non vi piacerà: NON ESISTE NESSUNA VILLA!!! Si avete capito bene, adesso, come me, vi starete chiedendo allora cos’è quel grande edificio bianco? Bene quello è “semplicemente” un Casino, il “Casino del Bel Respiro” dove la famiglia veniva a rilassarsi quando lasciava Palazzo Doria Pamphilj situato in pieno centro a Roma. Il Casino oggi è proprietà del governo italiano ed è la sua sede di rappresentanza. Caspita, ma è super blindato? Cosa?!! Non mi fanno entrare, ma come? Io sono Macchinetta! Provo a spiegare alla guardia chi sono, a fargli capire che devo a tutti i costi farvi vedere il “giardino segreto” nascosto dietro al grande palazzo. Niente da fare, secondo me quest’uomo non ha Instagram, altrimenti non si spiega proprio come abbia fatto a non riconoscermi!!! Vi prometto che riuscirò ad entrare e a riunirmi con tutti i potenti del mondo, non perdetemi di vista!!!

Per oggi continueremo la nostra passeggiata all’esterno, abbiamo ancora tante cose da vedere. Il Casino, comunque, fu voluto non dal proprietario diretto del parco, ma dal fratello, il cardinale Giambattista Pamphilj che divenne papa con il nome di Innocenzo X, grazie al quale la proprietà subì innumerevoli trasformazioni e abbellimenti. Il papa aveva scelto la dimora del fratello come “salotto di rappresentanza” per le sue manifestazioni ufficiali. Oggi, nonostante la sua destinazione, il palazzo ci appare spoglio e privato di tutti quei bassorilievi e meravigliose decorazioni che lo arredavano in precedenza. Infatti, tutti gli abbellimenti di inestinto valore furono trasferiti a Palazzo Doria Pamphilj nel 1799.

Allontanandoci un po’ dal Casino cominciamo a scoprire le innumerevoli fontane: attraverso il vecchio roseto, questo susseguirsi di vialetti conduceva a un insieme di grotte e di  archi che un tempo facevano parte di giochi d’acqua non indifferenti. E poi superando la cappella, ancora di proprietà della famiglia Pamphilj, troviamo una grande fontana rotonda circondata da un paio di scalette e sotto di essa una cascata: anche questa faceva parte dei giochi d’acqua che all’epoca dovevano apparire meravigliosi. Dalla grande fontana, l’acqua di scolo generava una cascata che a sua volta si gettava in una serie di vasche, guardate… C’è addirittura una specie di sottopassaggio per attraversare dal basso il “ruscelletto”.

Tanto era sfarzoso questo parco quando fu ristrutturato che certo non poteva mancare un teatro. Infatti, l’angolo dove vi sto portando prende il nome di “giardino del teatro” proprio grazie alla grande esedra semicircolare. A proposito, sapevate che il termine esedra deriva dal greco e che in origine voleva dire sedile ma poi con il passare degli anni prese il significato di “sala con sedili”?

Ho capito, vi state preoccupando: come è possibile che un posto così ricco di storia non abbia (come in tutte le nostre avventure) una parte legata alla leggenda? Avete ragione! Questo luogo meraviglioso ha lo zampino, non ufficiale, di una donna molto chiacchierata a quei tempi: donna Olimpia Maidalchini più famosa con il nome di la Papessa o addirittura la Pimpaccia. Quest’ultimo alias lo dobbiamo a una nostra conoscenza Pasquino che in una notte proferì: “Chi dice donna, dice danno – chi dice femmina, dice malanno – chi dice Olimpia Maidalchini, dice donna, danno e rovina”. Pasquino le diede il nome la Pimpaccia ispirandosi a Pimpa, una commedia nota nel Seicento la cui protagonista era avida e arrivista. In realtà tanta fama di questa donna si deve al fatto che, per scappare dal convento dove la famiglia l’aveva reclusa, sposò Paolo Nini, uomo ricchissimo e in solo tre anni (sembra avvelenarono giorno dopo giorno, malelingue ndr)  rimase vedova, ricca e ambita dai salotti della “Roma bene”. I Pamphili erano una famiglia in vista, ma in quel periodo non certo ricca, quindi sembrò loro opportuno trovare un tesoretto per spingere Giambattista verso le elezioni papali: questo tesoretto prese le sembianze di donna Olimpia che sposò Pamphilio di ben 31 anni più “vintage” di lei. Tanto fu azzeccato questo matrimonio che sembra che Olimpia divenne il braccio destro del nuovo Papa Innocenzo X e da qui l’alias la Papessa!!! Ma ecco voi la parte noir della nostra storia: si vociferava che Olimpia fosse la tenutaria di un giro di prostitute in Vaticano e che rubasse regolarmente soldi e ori al papa. La leggenda è legata, a due casse d’oro nascoste sotto il letto del papa stesso e fatte trafugare da Olimpia proprio mentre il cognato agonizzava morente su quel letto. La sera del 7 gennaio 1655 Innocenzo X morì e in molti giurarono di aver visto il carro di donna Olimpia uscire in fiamme dalla residenza papale di Piazza Navona, colmo di tutte le sue ricchezze, dirigersi a tutta velocità su Ponte Sisto terrorizzando i passanti, per andarsi poi a inabissare nel Tevere con il suo carico di ori e gioielli. Non so voi, ma io un giretto per le vie del centro il 7 gennaio lo farei, magari il fantasma della Papessa perde qualche gioiello nel tragitto!!!

macchinetta audrey

È ora di rientrare e dopo quest’immagine di apparizione ho deciso di rilassarmi un po’ e ridare alla figura femminile la giusta connotazione: stasera dormirò nella stanza dedicata ad Audrey Hepburn, tra classe e vera regalità! Alla prossima avventura!!!

Wrooooommmmm