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arco macchi

Voglio anch’io un arco tutto mio!

Wrooommm

Ciao motori ruggenti! Ho fatto appena due testacoda intorno all’anfiteatro più grande del mondo e mi sono subito ritrovata davanti a uno degli archi trionfali più ammirati della storia! Straordinario per la sua ricchezza di dettagli e per la sua importanza, quest’arco, a poca distanza dal Colosseo, fu voluto dal senato romano come dedica all’imperatore Costantino (dal quale prende per l’appunto il nome) per onorarlo in qualità di “liberatore della città e portatore di pace”. Diciamo che in parte l’omaggio fu fatto per ingraziarsi l’imperatore (in realtà se ci fate  caso e se continuerete a seguire le mie avventure il senato tendeva spesso ad ingraziarsi gli imperatori con “regalini” di questo tipo…Bella vita, quella dell’imperatore!!!) e in parte perché, obiettivamente, Costantino liberò la città di Roma dall’esercito del rivale Massenzio nella battaglia di Ponte Milvio del 312 d.C.

Le colonne (4 per lato) addossate alle pareti dell’arco sono di marmo “giallo antico” al di sopra delle quali vediamo l’attico con un’iscrizione ancora piuttosto leggibile al centro: “All’Imperatore Cesare Flavio Costantino Massimo, Pio, Felice, Augusto, il Senato e il Popolo Romano, poiché per ispirazione della divinità e per la grandezza del suo spirito con il suo esercito vendicò ad un tempo lo stato su un tiranno e su tutta la sua fazione con giuste armi, dedicarono questo arco insigne per trionfi” (logicamente è scritta in latino, ma per fortuna ho un’app speciale che mi traduce tutto sul momento…). Avete idea di quanto gli studiosi si siano concentrati sulla frase “per ispirazione della divinità” (instinctu divinitatis in lingua originale ndr)? Bene pensate che ancora oggi non si ha una versione ufficiale della storia. Vi spiego meglio il perché: Costantino, oltre ad essere un abile condottiero, è passato alla storia per aver dichiarato il cristianesimo l’unica religione accettata nell’impero. Sembra, o meglio, leggenda vuole, che durante la famosa battaglia di Ponte Milvio l’imperatore ebbe una visione durante la preghiera agli dei (al tempo come sapete esisteva il politeismo) e gli comparve un incrocio di luci sopra il sole e la scritta “in questo luogo vincerai” (traduzione sempre della mia app: lingue antiche-lingue moderne ndr). Nella notte successiva, gli sarebbe apparso Cristo ordinandogli di usare come vessillo di battaglia proprio il simbolo che aveva visto il giorno prima. Pare che, dopo questa apparizione, Costantino chiamò dei sacerdoti per essere istruito sul cristianesimo. Quindi, tornando alle varie teorie sul particolare dell’iscrizione di cui parlavo prima, dovrebbe citare proprio la visione di Costantino prima della battaglia.

Ma volendo entrare ancora di più nello specifico di  alcune strane congetture legate a questa leggenda volevo raccontarvi quello che mi ha detto Jean Jacques (meglio come conosciuto come Giacomo) una delle persone più informate del 47 boutique hotel (se vi serve sapere qualcosa, anche la cosa più strana, non esitate a chiedere a lui!!). Giacomo mi dice che alcuni astronomi si sono resi conto che ricostruendo il cielo dell’autunno 312 d.C. Giove, Saturno e Marte (pianeti molto luminosi) si trovavano allineati fra le costellazioni del Capricorno e del Sagittario. I romani come molti dei popoli antichi davano particolare valore ai segni del cielo, evidentemente tale configurazione così luminosa e insolita poteva essere interpretata come un cattivo presagio quindi, questo però non possiamo in alcun modo provarlo, Costantino avrebbe addirittura inventato la storia della visione per trasformare il cattivo presagio in una cosa favorevole.

Ora che siate astrologi, strateghi o semplicemente curiosi come me, di certo c’è che in quest’arco è racchiuso (molto probabilmente) uno dei primi esempi in cui leggenda e storia vengono ufficialmente rappresentati insieme…    

Nel suo complesso l’arco può comunque essere indubbiamente considerato un vero e proprio museo di arte romana, forse il più ricco ed importante di tutti. Nel medioevo l’arco fu addirittura trasformato in torre ed incorporato nelle fortificazioni dei Frangipane, tra il Palatino e Colosseo. Subì innumerevoli restauri, ma definitivamente liberato nel 1804 anche se così come lo vediamo, lontano da muri e muretti, si deve ai lavori di ampliamento della via di S.Gregorio, voluti da papa Gregorio XVI. Per amore di cronaca devo però aggiungervi che per banali motivi di intralcio del traffico stradale, nel 1936 in prossimità dell’arco fu demolita la “Meta Sudans” una fontana monumentale in mattoni, realizzata sotto l’impero di Tito e passata rimasta nella memoria perché si dice fosse la meta dove i gladiatori si dissetavano e si lavavano dopo le imprese al Colosseo. Certo non vi devo dire che anche questa storia mi e stata riportata dal nostro amico Giacomo.

Dopo tutti questi racconti di grandi imperatori, di archi che ricordano i trionfi e di visioni non vi viene voglia di riposarvi un po’? Io so dove andare… mi seguite? Al 47 Boutique Hotel hanno appena inaugurato la stanza dedicata a Cassius Clay, io stasera mi riposerò lì vai a vedere che tra un condottiero di esercito ed uno del ring non imparo anche io a diventare un campione?!?!?!

Alla prossima…

Wroooommmmm