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“L’Impero colpisce ancora”: Macchinetta al Foro Romano!

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Rieccoci qui miei giovani avventurieri.

Oggi ho deciso di portarvi a conoscere la Roma più antica, quella che apparteneva ad uno dei più grandi imperi della storia.

Allontanandoci un po’ dalla mia casa potremo visitare il Foro Romano o come si chiamava precedentemente Lacus Curtius (Lago di Curzio).

foro

Infatti tutto questo marmo splendente che troviamo sotto i nostri fanali oggi, un tempo era una palude malsana (753 a.C.) dove si svolse la battaglia fra romani e sabini che portò al famoso ratto delle sabine. Una delle leggende più famose legate a questo posto narra che il comandante del popolo sabino, tale Mezio Curzio, precipitò con il suo cavallo in un fosso proprio a causa della melma (per questo lacus curtius). Il fosso fu presto ricoperto e a ricordo del valoroso comandante considerato sacro per il popolo. Ma il “sequel” della leggenda racconta che nel 393 a.C. quel fosso, a causa di un fulmine, fu improvvisamente riaperto, creando una voragine enorme e molto pericolosa; il popolo romano vide in questo fatto un chiarissimo segno dell’ira degli dei e decise quindi di consultare gli  oracoli in merito. Il responso degli oracoli non fu affatto benevolo: confermarono l’ira degli dei e predissero che la voragine si sarebbe richiusa solo ed esclusivamente gettando ciò che per Roma era la cosa più preziosa. Inutile raccontarvi che durante gli scavi furono ritrovati dei veri tesori…ma a quanto pare nessuno degli oggetti riuscì a calmare gli Dei. Come ormai avrete imparato, le leggende, anche quelle più improbabili, hanno sempre una morale o almeno un fondamento di verità. Provate a pensare, scaldate bene i motori, cosa poteva essere la cosa più preziosa per il popolo romano a quei tempi? Ci siete, lo so che avete capito: la cosa più preziosa per la città di Roma (ed in fondo per tutte le città) era l’esercito!!! Quando Marco Curzio (parente del malcapitato Mezio) capì le parole dell’oracolo, senza pensarci troppo, quasi come un Avangers dei giorni nostri, si buttò nella voragine. L’ira degli dei si placò immediatamente e la voragine si richiuse. Evidentemente, dietro questo racconto, vista la discendenza dalla stessa gens dei due sventurati protagonisti, c’è anche un significato politico a noi oscuro su le lotte di potere tra famiglie.

Durante gli scavi furono ritrovati i resti del Lacus Curtius nella parte più antica del Foro ed un antico rilievo marmoreo fu riscoperto all’interno.

Per amore dei fatti, però, devo anche raccontarvi che nella storia ufficiale il nome è stato fatto risalire al console Gaio Curzio che nel 445 a. C. fece recintare quel luogo perché un fulmine aveva aperto una voragine. Non so voi, ma preferisco di gran lunga pensare che furono dei coraggiosi eroi a salvare Roma dall’ira degli Dei. Ma parlando della vera storia di questo luogo incantato dobbiamo pensare che tra il X ed il VII sec a.C. questo luogo era realmente utilizzato come necropoli dei primi villaggi. Secondo le parole tramandate da Tacito, la piana del Foro fu aggiunta al Palatino da Tito Tazio. Fu Tarquinio Prisco verso il 600 a.C. a drenare il terreno con la costruzione della Cloaca Massima, pavimentando in tufo un’intera piazza.

macchinetta foro romano

Dovunque girate i vostri fanali, tra colonne ed archi, potete immaginare un susseguirsi di templi e monumenti dedicati agli dei o ai personaggi più importanti ed illustri di quel periodo. Accanto al luogo dedicato al Comizio romano (metà del VI sec a. C.) possiamo ancora vedere un’area pavimentata in pietra scura detta “Lapis Niger” e la leggenda della nascita di Roma ci racconta, che proprio in quel punto, morì Romolo e fu anche rinvenuta l’iscrizione latina più antica al mondo. Purtroppo anche in questo caso gli storici ci vogliono riportare con i pneumatici a terra e dedicare quest’area più scura al tempio di Cibele visto che nelle vicinanze sono stati ritrovate sculture di leoni e spesso nell’antichità la dea era rappresentata da una pietra nera.

Passeggiando tra queste meraviglie mi sta tornando in mente una storia raccontata dalla mia nuova amica bar tender: Beatrice.

Mentre assaggiavo uno dei suoi cocktail le facevo i miei complimenti, era riuscita a creare un gin tonic perfetto per i miei gusti scegliendo la giusta tonica e il giusto gin da una lista che ne contiene ben 47, lei mi raccontava di quanto fosse bella questa città e che, paradossalmente in passato avesse rischiato di essere popolata da soli uomini. Immaginate il mio stupore davanti a questa affermazione: Beatrice infatti mi faceva notare che sorta la città di Roma, Romolo il suo fondatore, si  ritrovò a combattere il non indifferente problema del suo popolamento. Il fondatore accolse i pastori delle zone limitrofe, ma ben presto si rese conto che erano tutti uomini… mancavano le donne!!!

Romolo escogitò quindi un piano degno di uno stratega moderno: invitò i popoli vicini, padri madri e soprattutto figlie, ad un grande evento, fatto di balli, musica e spettacoli.

Romolo durante l’evento si mischiò agli invitati, ma ad un certo punto lanciò un segnale (precedentemente concordato con i suoi) ed i suoi uomini estrassero le spade e catturarono tutte le figlie dei Ceninensi, Crustumini, Antemnati e dei Sabini lasciando scappare i loro padri.

Non si conosce il vero numero delle fanciulle rapite (spazia dalle 30 alle 800). Va precisato che questo atto passato alla storia come il “ratto delle Sabine” non fu un atto di violenza reale ma Romolo offrì alle fanciulle tutti gli agi ed i comfort possibili per quell’epoca. Tanto è vero che la  storia racconta che nel momento in cui i popoli che avevano subito l’affronto chiesero la liberazione delle loro donne, le fanciulle rapite non vollero tornare alle proprie famiglie. Certo non fu così semplice e tutto questo scatenò una vera e propria guerra, che terminò con la battaglia del lago Curzio quando proprio le fanciulle sabine si schierarono a favore dei loro nuovi mariti romani. Fu così che nacque la prima alleanza tra popoli dell’Impero Romano: grazie alle donne ed è grazie ad una donna che sto per oliare il mio motore con un gin tonic buonissimo!!!

Vi aspetto per brindare insieme alle donne di Roma!

Wroooooommmmm