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Roma

La bellezza dell’insolito: i luoghi sconosciuti di Roma.

Oltre alle storiche e famose attrazioni turistiche della Capitale c’è un mondo nascosto tutto da scoprire!

 

Roma

 

Tutti conoscono Roma e le grandi opere architettoniche che hanno reso la Città Eterna quello che è oggi. Le piazze, le chiese, le sculture e le pitture più famose al mondo possono essere ammirate a Roma, e questo basterebbe a renderla unica. Ma c’è tanto altro che può essere scoperto vagando per le vie più nascoste della città, per questo abbiamo deciso di raccontarvi cinque dei luoghi più curiosi e insoliti da visitare nella Capitale, probabilmente anche per un cittadino romano.

 

Palazzetto Zuccari

Palazzo Zuccari

 

In Via Gregoriana 30, scendendo da Piazza Trinità dei Monti, si erge quella che popolarmente viene chiamata “la casa dei Mostri”. Il suo architetto, Federico Zuccari, rimasto affascinato dall’aspetto artistico e stravagante del Bosco Sacro di Bomarzo, decise di costruire per sé questo particolare palazzo, nel 1592.

Le caratteristiche che lo contraddistinguono sono il portone e le finestre circondati da gigantesche bocche spalancate che concorrono a creare bizzarre decorazioni, legate all’architettura manierista del XVII secolo. L’interno si presenta come la dimora di un illustre artista ed è stata, nel corso della storia, una tappa importante per molti artisti e intellettuali.

 

La casina delle civette di Villa Torlonia

casina della civette

Ideata e costruita nel 1840 da Giuseppe Japelli all’interno del complesso di Villa Torlonia, su commissione del principe Alessandro Torlonia, si presentava come una piccola villa rustica di tufo. Lo scopo originale era di costituire un luogo di evasione e calma, rispetto alla residenza principale, più ufficiale e seriosa. Nel corso degli anni ha subito diverse modifiche e aggiunte da parte degli architetti vicini alla famiglia Torlonia: i tetti, i legni e i ferri decorati, lo stile Liberty all’interno, i mosaici e le maioliche colorate. Ma più di tutto le civette stilizzate sulle vetrate hanno dato alla piccola villa la personalità che mantiene ancora oggi. Durante il periodo della guerra fu saccheggiata e distrutta e un incendio nel 1991 complicò ancora le sua condizioni ma, fortunatamente, un’accurata restaurazione dal 1992 al 1997, l’ha riportata a nuovo splendore.

 

L’orologio ad acqua del Pincio

water clock

 

A due passi dalla terrazza panoramica del Pincio, immerso nel Parco di Villa Borghese, un antico orologio ad acqua si innalza tra la vegetazione e una bellissima fontana. Costruito nel 1867 da Giovanni Battista Embriaco, un frate appassionato di orologi e ingegneria, fu presentato all’esposizione universale di Parigi. Il funzionamento è semplice: l’acqua cade dall’alto riempiendo due bacinelle in modo alterno e così fa muovere il pendolo, in questo modo si attiva il meccanismo che fa andare avanti le lancette e funzionare l’orologio! Tutto l’ambiente che lo circonda, le piante, le piccole cascate e le rocce contribuiscono a creare un’atmosfera unica di cui vale la pena godere!

 

La zuppiera di Corso Vittorio

zuppiera

 

La Zuppiera di Corso Vittorio, conosciuta anche come fontana della Terrina, venne costruita nel 1590 da Giacomo della Porta su incarico del Papa Gregorio XIII, che però morì prima di vederla finita. Il suo soprannome non è, però, l’unica particolarità che la fontana porta con sé. Infatti, non tutti sanno che fino al 1889 la fontana si trovava al centro di piazza Campo de’ Fiori all’incirca dove oggi si trova la statua Giordano Bruno ed Ettore Ferrari, e soprattutto che non aveva il famoso “coperchio” che oggi la caratterizza. La fontana era stata quindi progettata e costruita senza coperchio, come mai è stato poi aggiunto? Posizionata al centro di una delle piazze più famose di Roma dove si svolgeva il mercato, veniva spesso utilizzata dai commercianti per lavare frutta, verdura, pesce e qualsiasi cosa avesse bisogno di una bella sciacquata. Il papa in carica, Gregorio XV, considerando il fatto davvero oltraggioso, cercò di porre rimedio al problema ordinando immediatamente di dotarla di un coperchio. Venne quindi costruito un coperchio in travertino, a cupola, con un grosso pomello al centro con alla base un’iscrizione, parzialmente ancora oggi visibile, che così recitava: “AMA DIO E NON FALLIRE. FA DEL BENE E LASSA DIRE. MDCXXII”. E fu proprio così che la fontana venne comicamente soprannominata dal popolo romano come “la Zuppiera”. La turbolenta storia della Terrina, però, non è finita qui. Infatti, nel 1889 venne addirittura spostata per fare posto alla statua di Giordano Bruno e rimase per alcuni anni in un magazzino comunale. Tempo dopo venne recuperata e posizionata dove si trova tutt’oggi: nella piazza antistante la Chiesa Nuova, il cui nome reale è Santa Maria in Vallicella; mentre in Campo de’ Fiori si decise di costruire una copia della Zuppiera senza coperchio.

 

La Porta Magica di Piazza Vittorio

porta magica

 

La Porta Alchemica, più conosciuta come la Porta Magica, unica superstite delle cinque porte di Villa Palombara costruita nella metà del 1600 dal Marchese di Pietraforte, grande appassionato di esoterismo e alchimia. La porta presente diverse iscrizioni di carattere esoterico e porta con sé una storia un po’ magica. Secondo la leggenda, il Marchese ospitò per un giorno un misterioso pellegrino alla ricerca di una particolare erba in grado di produrre l’oro. Il mattino seguente il pellegrino fu visto andare via dalla villa, passare per la Porta Magica e lasciare dietro di sé alcune pagliuzze dorate e uno scritto segreto che avrebbe doveva /avrebbe dovuto contenere i segreti della pietra filosofale. Il marchese fece poi incidere sulle cinque porte diversi simboli ed enigmi magici trovati sul manoscritto con la speranza che un giorno qualcuno sarebbe riuscito a decifrarli.

Ora che ne sapete di più di tutte le bellezze nascoste di Roma non vi resta altro che venirci a trovare al 47 Boutique Hotel!